Cucinare non è più un dovere, mangiare con gusto resta una necessità



Cucina tradizionale mantovana bresciana

Oggi, uomini e donne sono occupati fuori casa per parecchie ore al giorno, i ruoli sono quasi interscambiabili: cucinare non è più il primo pensiero della massaia d’altri tempi che già dal mattino all’alba preparava il brodo per il pranzo. Tuttavia mangiare resta una necessità quotidiana, per tutti.

Cucinare è il piacere di prendersi cura dei propri cari - e di se stessi - trasformando il cibo in pasto. Cucinare per gli altri è un istinto antico e un ruolo tradizionale femminile: è la donna che allatta e svezza i figli. In altri tempi era la donna che sceglieva i cibi più salutari, che inventava nuovi sapori, che cucinava per tutta la famiglia quanto cacciato o raccolto nei campi dagli uomini; era lei che si ingegnava a sfamare tutti nei tempi magri.

Cucinare le ricette di casa è sentirsi vicini alla propria famiglia e parte della sua storia.

Chi vive lontano dal paese d’origine – inteso come Nazione o paese di provincia - prova un senso di appartenenza quando condivide un piatto casalingo con la famiglia o con gli amici, ma anche se lo consuma da solo.

Riassapora un tempo che è trascorso, che può tornare solo grazie ad un determinato aroma disperso nell’aria, un sapore gustato grazie ad un cibo o alla consistenza dello stesso, morbido o croccante che sia, caldo, tiepido.

E non dimentichiamo i suoni tipici della cucina, dalla vibrazione del coltello che affetta su un tagliere di legno – attualmente sostituito con altri materiali plastici idonei  - oppure lo sfrigolio del classico buon soffritto – discriminato nutrizionalmente. Ed infine il rumore della macchina del caffè da bar e il tintinnio dei cucchiaini che scivolano sul piattino della tazzina dell’espresso.

Cucinare è un’arte.

Cucinare distrae dalle preoccupazioni e, per alcuni,  placa l’ansia. Sul territorio mantovano ( e province limitrofi) preparare il ripieno dei tortelli di zucca, pulire la zucca, signora della cucina nella stagione autunnale e invernale,  tagliarla con un coltello pesante e affilato; preparare la pasta fresca all’uovo come una volta facevano el nonne, impastare a mano, creare delle vere e proprie Caramelle di zucca con le code lunghe tutte delle stesse dimensioni, più o meno -  così cuociono uniformemente – sono gesti che assorbono l’attenzione a liberano la manualità, per chi ancora ne è dotato e per chi la vuol scoprire, come il gioco di un bambino: E’ una cosa seria!

Esiste una piccola storica realtà in cui tutto questo è reale quotidianità.

Oggi, 14 novembre 2016, si tiene l’evento di premiazione per “Negozi storici” presso l’auditorium Testori Palazzo Lombardia a Milano a cui partecipa anche la trattoria Milani a gestione familiare da oltre 50 anni, nell’entroterra gardesano a Lonato del Garda, provincia di Brescia.

Dall’ottobre del 1964 è attiva la trattoria Milani, attualmente gestita da papà Bruno e mamma Liliana e dai figli Simona e Massimo. Offre un menù composto quasi esclusivamente da prodotti e piatti tipici della tradizione gastronomica lombardo-veneta, grazie alla genuinità delle preparazioni dalla manifattura casalinga tipica del territorio, che non può essere totalmente sostituita dalla moderna tecnologia.

Un viaggio gastronomico all'insegna dei sapori decisi e dai colori intensi da scoprire: un antipasto composto dalla classica giardiniera di verdure miste in agrodolce tagliate a tocchetti in stile finger food, per passare alle caramelle o più classici Tortelli di zucca ed infine incontrare un sapore deciso e pungente del radicchio di campo nell’aceto.  E dulcis in fundo per i più golosi il classico salame di cioccolato.

La struttura della trattoria risale al 1800,  ha conservato parti murarie originali a vista, vari attrezzi antichi ad uso culinario e agricolo tramandati di generazione in generazione. Persino la corte chiusa risale a molti anni fa ed è tutta originale con pietre a vista. Basti pensare che questa attività era conosciuta dai viandanti nei primi del Novecento, quando ancora era chiamata “Ginevra”, prima di diventare Trattoria Milani. Nome acquisito dai genitori del signor Bruno: Luigi Milani e la moglie Giacomina.

Regione e Unioncamere Lombardia hanno avviato il progetto di promozione, marketing e comunicazione: con l’associazione “Negozi Storici Lombardia” nata nel 2004. La sua creazione l’ente di governo regionale e l’Assessorato istituzionalmente deputato intendono sostenere tutte le attività commerciali della Lombardia che già a quella data esistevano da almeno cinquant’anni, con lo scopo di preservarne i fattori culturali, sociali, economici e non per ultimo quello della spiccata e forte identità che queste attività rappresentano per il territorio di appartenenza” .

“Rilanciare Negozi Storici Lombardia e valorizzare la storicità come elemento positivo di integrazione tra tradizione ed innovazione, capace di creare una elite di eccellenze locali a partire dall’intera rete degli esercizi di tradizione favorendo l’immagine di attività commerciali di qualità.”

Scorrere l’elenco (è pubblico e chiunque lo può consultare è sufficiente “digitare” Negozi Storici Lombardia) è quanto mai affascinante. A fianco di nomi di grande rilievo che da tempo godono di grande risonanza, si potranno “scoprire” numerose attività collocate nel “ricordo” di molti ed in ogni angolo delle province lombarde. Appartengono ad una moltitudine di categorie merceologiche, alcune rischiano di essere, forse, letteralmente sconosciute alle nuove generazioni. Sono lì a perpetrare il loro “quotidiano” tantissime entità che erano presenti già prima del ‘900.