Alimentazione e tumori, dalla prevenzione al supporto nutrizionale




Alimentazione anti cancro

Quello che mangiamo contribuisce in maniera evidente al nostro stato di salute.
Mangiando meglio, tre quarti dei tumori a carico dell’apparato digerente si potrebbero prevenire: seguendo un’alimentazione corretta!

Numerosi ricercatori, epidemiologi, biologi del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (World Cancer Research Fund) hanno effettuato la revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumore: hanno evidenziato e confermato come 1/3 di tutti i tumori sia prevenibile con una corretta alimentazione.

La prima funzione degli alimenti antitumorali è quella di “antidoto” quotidiano nei confronti delle sostanze cancerogene: aflatossine, nitrosamine, amine eterocicliche, acrilamide.
E’ evidente l’importanza della sana alimentazione nel prevenire, modulare o rallentare la crescita del tumore.
Tuttavia, l’ambiente interno dell’organismo stabilisce se determinate cellule dovranno progredire o arrestare il loro sviluppo.


Intervenire precocemente e in modo mirato sullo stato nutrizionale ha l’obiettivo di:

- migliorare o preservare lo stato nutrizionale del paziente,

- aumentare la tolleranza e la risposta ai trattamenti.


Dagli anni ’70 ad oggi l’oncologia è arrivata a constatare che nelle patologie del sistema gastro-intestinale in una percentuale di casi compresa tra il 30-70% la malattia è riconducibile a ciò di cui l’uomo si nutre.

Basti pensare alla correlazione tra il rischio di cancro al colon-retto e l’eccessivo consumo di proteine animali.
Nel breve e medio termine si riscontra un aumento del rischio rispetto a quanto avviene con il consumo quotidiano di pesce.

Si considerano rosse le carni di manzo, maiale, agnello e derivati.


La raccomandazione del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro è di non superare i 500 grammi a settimana. Salumi e insaccati sono considerati prodotti trasformati e conservati, da consumare occasionalmente.


E’ da sfatare la leggenda che sia necessario consumare grandi quantità di carne rossa per soddisfare il fabbisogno di ferro: bensì si può variare  dai legumi ai vegetali a foglia verde e frutta secca.
E’ utile ricordare che, per migliorare l’assorbimento del ferro ottenuto  dalle fonti alimentari vegetali è fondamentale unire vitamina C  come agrumi, peperoncino dolce o piccante, peperoni, presse molo, insalate fantasiose con kiwi o fragole.

Le verdure possono esercitare un’azione protettiva nei confronti del tumore al polmone. Tuttavia se l’individuo  è un accanito fumatore, è una singola azione insufficiente, anche se consuma regolarmente le famose 5 porzioni al giorno.
Alcune ricerche si sono concentrate sulla correlazione tra  l’attività sportiva cancro del polmone. In questo caso sembra che l’esercizio fisico riduca del 20% circa il rischio di ammalarsi, ma non è in grado di contrastare gli effetti negativi del fumo, specialmente nelle donne.

Il miglior modo di sfruttare il potere protettivo del mondo vegetale è consumare cereali e legumi con  grande varietà. Preferire cereali in chicco: farro, orzo, grano saraceno, riso, anche amaranto, quinoa, mais.
Per assicurare la varietà è utile seguire la scelta in base ai colori disponibili nella stagione in corso, abbinando colori e consistenze come se dovessimo costruire l’outfit nel piatto.

Esistono sinergie dirette e indirette tra gli alimenti e sostanze attive nell’azione antinfiammatoria e nell’interruzione del processo di cancerogenesi.
Prendiamo ad esempio la famiglia delle crucifere (cavolo, broccoli, rucola) efficaci nell’inibire lo sviluppo delle cellule tumorali, purché siano consumati crudi, il principio attivo – sulforafano – è deteriorato dalla cottura degli ortaggi.

E’ stato osservato che la presenza nel sangue di elevati livelli di carotenoidi – indice di abbondante consumo di frutta e verdura – è associata a una riduzione significativa del rischio di sviluppare una recidiva in donne con una precedente storia di neoplasia mammaria in stadio iniziale.
Gli studi più recenti hanno messo in evidenza che l'azione di zucchero e grasso in circolo in quantità eccessive è molto più estesa, infatti influisce sullo stato di infiammazione, che può predisporre a ogni forma di cancro e causare squilibrio ormonale, che può favorire lo sviluppo dei tumori femminili (dell'ovaio, della superficie interna dell'utero e dell'endometrio) del seno e  della prostata.


Le regole per un’alimentazione sana indicate dal World Cancer Research Fund:

-ridurre drasticamente l’apporto di grassi e proteine animali,

-privilegiare i cibi vegetali come cereali integrali e legumi (ricchi in vitamine e fibre), verdura e frutta (sono sufficienti due frutti al giorno) oltre alle fibre si trovano vitamine e altre sostanze antiossidanti, come la vitamina C e la vitamina E, i folati, i carotenoidi, il selenio e lo zinco, capaci di neutralizzare i radicali liberi dannosi per l’organismo.


Nota Bene: queste sostanze sono benefiche soprattutto se presenti naturalmente nei cibi.

Esistono più di 60 studi eseguiti in tutto il mondo che hanno per oggetto il cancro al seno e la pratica di esercizio. I risultati sono cristallini: un’attività fisica frequente e intensa riduce anche il rischio di sviluppare questo tumore.
Alcuni studi hanno verificato cosa accade alle donne che dopo la menopausa - nel momento di maggior rischio di ammalarsi - iniziano ad allenarsi, dimostrando che vi è un beneficio in termini di riduzione del rischio se confrontato con quello delle donne sedentarie.

Mezz’ora di attività intensa giornaliera (ad esempio mezz’ora di corsa) sembra sufficiente per attivare i meccanismi protettivi tra i quali:

- riduzione del peso corporeo,

- riduzione degli ormoni circolanti (nelle donne prima della menopausa),

- riduzione del fattore di crescita IGF-1,

- miglioramento dell’attività del sistema immunitario.

L’alimentazione rientra nella grande famiglia dei fattori di rischio modificabili in quanto correlati allo stile di vita della persona, si tratta anche di svolgere attività fisica, di evitare abuso di alcol, droghe/farmaci, eccessiva esposizione solare non protetta.

Una nutrizione varia e sana, ricca di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, grassi “buoni” e povera di carni rosse è in grado di prevenire l’insorgenza di malattie cronico degenerative, ma anche di tenere sotto controllo la crescita tumorale in diversi stadi di malattia.

Negli ultimi anni è stato confermato che il controllo del peso corporeo ha un ruolo cruciale per le persone che hanno incontrato, nel loro percorso di vita, un episodio di neoplasia.

 

Bibliografia

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- Buckland G, Agudo A, Lujan L, et al. Adherence to a Mediterranean diet and risk of gastric adenocarcinoma within the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) cohort study. Am J Clin Nutr 2010; 91: 381-90).

- Sofi F, Abbate R, Gensini GF, Casini A. Accruing evidence about benefits of adherence to Mediterranean diet on health: an updated systematic review with meta-analysis. Am J Clin Nutr 2010; 92: 1189-96).